A proposito di me…

Sono una scrittrice esordiente e ho coltivato la mia grande passione per la scrittura fin da bambina. Ho intrapreso un percorso diverso in un periodo della mia vita, ma da due anni a questa parte ho ritrovato la strada maestra, grazie alla quale sono riuscita a coronare il sogno di scrivere e pubblicare il mio primo romanzo e  attualmente mi trovo a lavorare sulla mia nuova opera. Ho riaperto uno dei cassetti del mio cuore che albergava nella mia stanza dell’anima fatta di libri e del loro inconfondibile e inebriante odore, di sogni, emozioni, arte e parole, che trovo siano il balsamo più potente per cuore e anima, e aprendolo, mi sono ritrovata. Ritrovare se stessi nei libri è uno dei modi migliori per guardarsi dentro facendo un significativo lavoro di introspezione, riappropriarsi della propria identità attraverso le emozioni e i sogni è il metodo più efficace per rinascere. Finché non ho riaperto quel cassetto, ridandogli vita, non sapevo bene dove andare, che direzione prendere, che scelte fare; la paura di sbagliare, del fallimento, il timore di non essere all’altezza, non mi davano la possibilità di focalizzare bene il mio obiettivo, poi, tutto mi è stato profondamente chiaro: quello che desidero fare è scrivere e adesso che ne ho la certezza, i timori non sono svaniti, ma è cambiata la mia visione di essi, perché ora so che, comunque andrà il mio percorso, avrò scelto la strada della passione facendo quello che amo, ciò in cui riesco a sentirmi nella giusta dimensione personale, ma soprattutto nel quale posso essere completamente me stessa.

13 pensieri riguardo “A proposito di me…

    1. Ciao Gianluca! Innanzitutto mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato il mio articolo. Il mio romanzo tratta di una vicenda personale, vissuta in adolescenza. Ho sofferto di anoressia e ho avvertito l’urgenza di divulgare la mia esperienza personale per sostenere chi ne ha sofferto o sta attualmente attraversando il tunnel dei disturbi alimentari ma anche per fare chiarezza su queste malattie, sulle cause scatenanti e sul calvario fisico ma soprattutto mentale che le persone si trovano ad affrontare.

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    2. Lo sviluppo del romanzo è incentrato sulla mia esperienza, dalle prime avvisaglie dell’insorgere della malattia, passando per il ricovero in una struttura per poi arrivare alla conclusione con la guarigione e la rinascita della mia persona. Il punto focale è l’emotività della protagonista, ho scelto di dare un’infarinatura di quello che è l’ anoressia da un punto di vista clinico ma ciò che mi interessava maggiormente era far comprendere la sofferenza di chi si trova imprigionato nella malattia dal punto di vista di chi ci è passato, tramite i pensieri, le emozioni, le relazioni con gli altri e con l’ambiente, l’approccio nei riguardi del dolore. Di manuali medici riguardanti questi disturbi se ne trovano a bizzeffe, io ho scritto questo libro con l’intento di arrivare al cuore delle persone e questo è un obiettivo che è possibile ottenere soltanto lasciando spazio ai sentimenti e alle emozioni che si vivono quando si attraversa un periodo particolare della propria esistenza.

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  1. Per prima cosa grazie per questi due tuoi commenti così dettagliati Carolina.

    Non pensavo che l’argomento fosse legato ad una tua vicenda personale.

    La prima volta che avevo sentito parlare di anoressia era al biennio delle scuole superiori, quindi tanto tanto tempo fa. Non riguardava direttamente persone che avevano questo disturbo alimentare ma una lezione, mi sembra, a titolo informativo.

    Ricordo poco di quella lezione, una delle poche cose che non ho dimenticato è che non fu più affrontato il tema. Anzi, ricordo confusione della professoressa tra anoressia e bulimia.

    Penso che raccontare un’esperienza dei genere può servire per chi rischia di avere questo disturbo.

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    1. Grazie a te per l’interesse nei riguardi dell’argomento del mio romanzo. Mi aggancio a ciò che hai detto riguardo la lezione di cui mi hai parlato e in particolar modo pongo l’attenzione sul fatto che la professoressa che la tenne fosse confusa riguardo anoressia e bulimia non sapendo magari distinguere le diverse dinamiche: questo è ciò che intendevo specificare nel mio articolo, c’è molta ignoranza in materia a livello clinico e di conseguenza anche sul piano di ciò che tali disturbi comportano sul piano emotivo e mentale, si parla poco di disturbi alimentari e non se ne parla in maniera efficace. Questo è uno dei motivi che mi ha spinto ha divulgare la mia vicenda personale. È importante parlarne nelle scuole perché i periodi pre-adolescenziale e adolescenziale sono i più critici, ma assumerebbe una rilevanza enorme se la divulgazione avvenisse in maniera corretta tramite mezzi potenti come, primi fra tutti, social e televisione, ma anche in radio o nei podcast perché sono gli strumenti moderni più diretti che tutti utilizzano. Mi auguro di cuore che con il mio libro, nel mio piccolo, possa aiutare e sostenere chi già soffre di tali disturbi, le famiglie che stanno loro vicino, chi ci è passato a sentirsi meno solo e magari anche a prevenire il più possibili casi di anoressia e bulimia in divenire. L’informazione è doverosa anche per la prevenzione.

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      1. La professoressa non era ovviamente preparata nell’argomento. Allora però in generale non se ne parlava tanto, secondo me, solo se magari c’erano dei casi eclatanti di cronaca se ne parlava a scuola. Ma secondo me questo non è l’approccio giusto.

        Oggi è più facile comunicare rispetto a molto tempo fa, mi riferisco anche ai social che sono usati dagli adolescenti di oggi.

        Scrivere un romanzo risulta molto faticoso?

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      2. Si con i social oggi è tutto più semplice, però è necessario saperli utilizzare in maniera adeguata.
        Scrivere un romanzo è un lavoro piuttosto complesso, oltre che una grande responsabilità, soprattutto se scegli di trattare determinati argomenti. Ci sono un sacco di aspetti da curare, non soltanto il trovare un argomento che susciti interesse o una storia accattivante, ma è fondamentale seguire le regole di struttura, di linguaggio, ortografia e grammatica, ma soprattutto è necessaria la coerenza, sia riguardante gli elementi linguistici come anche i tempi verbali o il tipo di narratore, sia in merito alla vicenda che si narra. Scrivere è un atto d’amore e farlo attraverso un libro è un’esperienza complessa ma senza dubbio molto bella, appagante e per certi versi anche catartica.

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      3. Certo, scrivere un libro è un lavoro senz’altro più complesso, come ti dicevo ci sono molti criteri fondamentali da rispettare, è un impegno che richiede del tempo e molta costanza. Inoltre, al lavoro che viene svolto su un libro si intrecciano molte figure professionali oltre a quella dello scrittore, tra i quali editor, grafici, editori e via dicendo, quindi scrivere un’opera comporta tutta una serie di altri passaggi che portano poi alla pubblicazione, a meno che non si scelga la strada del self publishing. Però anche scrivere articoli per un blog pubblico è una responsabilità, in quanto chiunque può accedere ai tuoi contenuti, pertanto ci sono anche in questo caso dei fattori da rispettare che non si distolgono poi molto da quelli utilizzati per scrivere un libro a mio avviso, come, fra gli altri, la proprietà di linguaggio, la padronanza della lingua a livello ortografico e grammaticale, la coerenza, la credibilità, il trattare correttamente un argomento sotto tutti i punti di vista. Scrivere è meraviglioso, si può scegliere di farlo solo per se stessi, però se si decide di divulgare i propri pensieri, le proprie storie, i propri punti di vista su determinati argomenti, le proprie passioni o conoscenze, che lo si faccia in un libro, sui social, per un giornale o per un blog, credo sia fondamentale prendere sul serio ciò che si fa, perché le parole sono strumenti potentissimi e vanno saputi utilizzare e dosare correttamente.

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      4. Hai ragione. Ci sono tantissimi aspetti che bisogna tener conto nel scrivere un libro. Ovviamente far tutto da solo è difficile.

        Forse scrivere gli articoli per un blog è più facile fino ad un certo punto. Ad esempio se non scrivi per altri decidi tu come strutturare tutto.
        Ovviamente bisogna tener conto del linguaggio e non finire fuori tema.

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      5. Si assolutamente, se non scrivi per altri hai potere decisionale su tutto, sul come, sul quando e sul perché. Devi tenere conto delle regole di linguaggio, delle coerenza e del tema, ma chiaramente hai molti meno vincoli. Però secondo me è fondamentale ricordare che scrivere ciò che viene pubblicato è una cosa seria che porta ad una esposizione della tua persona e delle tematiche che tratti e quindi di conseguenza comporta delle responsabilità.

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